Paraphernalia – Luci in inverno #3


(terza parte, continua da qui)

 

Il cielo è una palpebra socchiusa. Attraverso la piazza bombata che si apre di fronte alla chiesa. Arrivo al circolo dei pensionati, in una via senza luce, poco prima che la pioggia inizi a cadere. Sulla soglia, trovo un vecchio seduto su una sedia di plastica bianca.

“Che vuole?”

“Antonio”, e guardo la pioggia montare oltre la cornice della porta.

“Ma lei… Lei non è quello giovane, quello che deve prendere i voti? Quello che fa il seminario… ma che prima vuole vedere come gira il mondo?”

Mi avvicino al corridoio, un lungo e stretto nastro di scacchi rossi e neri.

Una voce mi raggiunge. È ancora il vecchio: “Non è lei quello che ha comprato tutti quei fiori, e poi si è scoperto che non erano per la Madonna del Porto?”

“No!”

Non so come, ma il vecchio trova le forze per raggiungermi. È alle mie spalle, mi costringe a voltarmi mettendomi una mano sulla spalla destra.

“Non è lei…”

“No, le ho detto di no. Non sono la persona che lei dice”.

Il vecchio ride spalancando la finestra cieca della bocca. Le spalle sobbalzano a ogni colpo di riso.

“Ah, non crede?”

“No, non credo”.

(fine)

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