Ecce homo


Sgomita sui passi, in certe vie sembra

affrettato, in altre poi raffina il suo percorso.

Rimastica in silenzio un ecce homo, lo lava

nella bocca, se lo sputa, affretta ancora il passo.

Entra nella casa, la riconosce propria, compie

i minimi gesti d’identità: apre le scapole, frusta

la schiena, agita la testa, si fruga in un bicchiere.

Riesce a scordare quanto possa crescere il tempo,

quanto nero possa diventare il foro della voce.

Si perde nel giardino, si bagna nella luce

d’inchiostro della prima sera.

Poesia dedicata a Giuseppe Piccoli, che forse sarà raggiunta da molte altre nuove cose. Il Canto, in attesa del piccolo recital, è comunque disponibile su Amazon, qui.

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