Voci – Gli occhi dell’angelo scavano l’aria


 

«Ho imparato a non leggere più tra le righe, ho lasciato cadere i dettagli, ho smesso di fare le pulci. Non ti avrei trovato, altrimenti. E ora che ti vedo, rannicchiato qui sul balcone, inscatolato dentro questa caserma di appartamenti, riesco a dirti che sono contenta.»

La ragazza è seduta sulla balaustra di metallo. Ha le gambe penzoloni, in grembo una bambina piccolissima, tutta testa. La bambina rovescia il testone verso il basso, come se non avesse la forza di raggiungere il piccolo seno esposto della ragazza. Il capezzolo, all’interno dell’areola, ha un piccolo taglio. La bambina cerca di serrare le dita senza riuscirci, mentre la ragazza sfila l’avambraccio che reggeva la schiena della bambina, distende le dita e afferra la nuca della bambina. La bambina affonda la bocca nel piccolo seno della ragazza, inizia a tirare, serra gli occhi.

«Ti ho cercato per molti mesi. Ho dovuto interrompere questo mio nuovo viaggio per raggiungerti. Ti ho cercato in ogni posto, ho voluto dissigillare ogni feritoia per trovare un indizio della tua presenza, del tuo passaggio.»

L’angelo arcua la schiena, spalanca le ali, scuote via la pioggia.

«Sono state le tue ali a darmi indicazioni. Prima, prima di arrivare in questa scatola nella quale ti sei rinchiuso, ho approfittato di un lampo. L’aria era troppo grassa, c’era troppa umidità. Le tortore, qui intorno, volavano basse. Tu volavi ancora più in basso di loro… Mi sono detta che a ogni lampo avrei spaccato i miei occhi. Mi sono detta proprio così: ora che tuona, mi spacco gli occhi. È il mio ultimo tentativo, mi sono ripromessa, poi lascio perdere. Annullo questa sospensione e riprendo il mio viaggio.»

Le ali si sono distese. L’angelo sfila una piuma sottile dalla punta dell’ala sinistra, compie un gesto composto da piccole onde che si attorcigliano tra loro. Stringe la piuma nel pugno destro, si raccoglie le gambe sul petto, inspira.

«Appena ha lampeggiato, ho fatto come mi ero ripromessa: ho spaccato i miei occhi. Ho lasciato che la luce allagasse le mie cavità, e ho intercettato le tue ali arruffate.»

L’angelo si lascia avvolgere dalle sue ali. Affonda la testa nel petto.

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