Documentazioni


Mio caro Clovio,

ho chiuso le imposte; tirate le tende. Filtra pochissima luce dallo spiraglio della porta. Una lama ne trapela dalla finestra: insufficiente per vedere, propizia per conciliare l’intimità di un discorso fra me e me, fra te e me, senza che mi distragga la nascosta prepotenza delle cose. Perché anche se smagliante, anzi più che mai se smagliante, la materia mi comunica lo sgomento di essere senza infinito, senza eternità […].

Gianna Manzini, “Ritratto involontario”, da “Sulla soglia”, Milano, Mondadori, 1973.

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