Su una lettera non spedita


 

luce forte anestesia
Tiziano Sclavi

La mia pena tornerebbe
nel saperti chiusa in una pagina
che non consola. La tua
resistenza privata arrivava
in lettere esatte di luce –
ogni lettera, una slavina:
Non ho più voce, ogni nome
ha imparato il suo silenzio.

 

Altri silenzi qui, e qui.

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