Il Prigione parte terza


cover-prigione-terza-parte

La mano destra aveva macchiato i fogli. In una delle tasche del pantalone avevo infilato, e lasciato chissà dove, i detriti dell’elefante. Ogni tanto strofinavo il palmo sul tessuto duro del pantalone, lungo la gamba, e avevo l’impressione che qualche granello di vetro si sfilasse via dalla pelle. La nuca batteva sull’abitacolo del tre ruote, non riuscivo a distendere le spalle.
La testa di Giovanni spuntava dopo ogni curva.
«Tutto bene lì?»
Annuivo.
«Siamo stati fortunati, almeno per ora!»
«Perché?»
«Questa strada dopo la pioggia è impraticabile! Ma lo scirocco l’ha asciugata per bene!»
Giovanni infilò con il tre ruote una pista ciclabile. Ci passava a malapena. Gli specchietti retrovisori erano sempre sul punto di sfiorare la staccionata di legno che ne limitava e assicurava il percorso.
Il tre ruote attraversò la pista di volata. Infilai in tasca i fogli.
«Eccoci! Siamo arrivati!»
Avevamo attraversato un’ultima lingua di terra battuta. Giovanni fermò il tre ruote, spense il motore, scese. Sbadigliò.
«Questo qui è il Passo della noce. Lo chiamiamo così, ma se uno cerca nelle carte non lo trova. E non trova nemmeno un albero di noci.»
Poi mi frugò nel viso, sembrò essersi incupito.
«Sta bene?»
«Sì.»
«Ma le è piaciuta la cena, ieri? Mia moglie non ha avuto molto tempo per preparare qualcosa in più, forse…»
«Sono stato bene.»
«Mi fa piacere.»
Si sfregò le mani.
«Quando sono passato a prenderla, prima, sembrava riposato. Ora ha un viso pesto, sembra che abbia pianto.»
«No, non ho pianto. Cercavo di leggere alcune cose che mi ero portato. Forse il vento, non so, deve avermi dato fastidio…»
«Andiamo allora.»
I piedi affondavano nella terra ancora bagnata. Seguivo Giovanni seguendo i suoi passi, alzando di tanto in tanto la testa, puntando gli occhi sulla sua schiena curva e sottile. Coprivo con i miei piedi le sue orme, stendevo le braccia quando la terra sprofondava, ancora più dimessa, sotto il mio peso.

 

La terza parte del Prigione è appena uscita, per i tipi digitali del collettivo Errant Editions. Ora è scaricabile da qui.

Per chi fosse interessato, le prime due parti di questo racconto lungo (romanzo breve?), sono disponibili su UltimaBooks, su questa pagina, e su questa.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...