madrigale della porta #7


 

   Se ora tu bussassi alla mia porta
in punta di sorriso e mani al petto,
“Entra pure”, ti direi, “non importa.
   Che importeranno mai”, mi sarei detto,
“tutti i tuoi tradimenti. Ecco il mio cuore,
c’è ancora tutto, forse manca un etto
   chissà, meno, forse per il dolore
cui mi hai costretto”. Tu sorrideresti,
io perderei il conto di tutte le ore…
   Quel che è stato è stato, non hai scusanti,
per me, ora, l’importante è andare avanti.
   (Ma se fossi stata meno cretina
te l’avrei dedicata una sestina.)

 

Giulio Mozzi ha proposto questa cosa a partire da un verso di Patrizia Cavalli, e io ho proposto il madrigale che avete appena letto, che si trova anche su ‘vibrisse, bollettino’.

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