Poi c’è solo bianco.


 

Cecilia ha sette anni. È seduta su una sedia di legno dalle gambe scheggiate. Ada le ha chiesto di aspettarla, di stare buona, seduta, e di aspettare che ritorni. Lo schienale della sedia la sovrasta. Quando Cecilia prova ad appoggiare la testa, la testa le ricade indietro, e non riesce a respirare. Allora si aggrappa con le mani alle gambe della sedia, si spinge in avanti. Qualche fibra del legno delle gambe le si infila nelle dita, e Cecilia deve succhiarla con le labbra, deve provare ad afferrarne la punta con i denti. Le mani sono sudate, fredde; gli incisivi scivolano sui polpastrelli. Cecilia stringe i pugni.

Gli occhiali hanno una montatura rosa, non servono a molto. A Cecilia è stato detto che questa montatura è rosa come la sua pelle, quando non suda. Cecilia non capisce a cosa le servano gli occhiali. Alle volte sono così pesanti che le tagliano l’aria, non permettono che si infili lungo le narici.

Davanti a sé Cecilia distingue una macchia nera. Sa che si tratta di una porta, l’ha attraversata qualche minuto prima che Ada le chiedesse, le dicesse, di aspettarla seduta, senza muoversi. Attorno alla macchia nera c’è del grigio.

Nei minuti in cui Cecilia aspetta Ada – minuti che insistono –  la macchia nera della porta si macchia di grigio. Qualcuno entra nella sala d’attesa. Cecilia si gira dove sente più freddo. È freddo, per lei, quando non c’è suono, quando tutto si appiattisce e si dilata in un’attesa. Nei minuti in cui Cecilia continua ad aspettare Ada le macchie grigie parlano tra loro, scrollano le punte degli ombrelli per togliere via l’acqua. Piove forte.

Ada esce dalla macchia più scura alla destra di Cecilia, le chiede di andare con lei. Nella stanza in cui entrano si sente la pioggia cadere. Le gocce battono su una tettoia di laminato. Cecilia viene fatta sedere su una sedia ancora più grande di quella di legno, più morbida, con due braccioli. Per raggiungerli, Cecilia deve sforzarsi con le spalle. La voce di un uomo si scusa con lei per averla fatta aspettare tutto quel tempo. Poi le chiede di togliersi gli occhiali. Cecilia risponde di sì. Poi c’è solo bianco.

Il resto, qui.

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