una frase lunga un libro #63


Non è necessario
conoscere ogni schianto, non serve
comprenderli tutti per raccogliersi
nei polsi e incontrare
la torsione. Anche questa sera
ci chiuderà gli occhi,
li ritroveremo perfettamente conservati.

Ci sono libri che per strani motivi vengono poco raccontati, poco recensiti, libri che sembrano destinati a rimanere in disparte, a volte lo si dice di alcuni scrittori, meglio ancora se poeti, si dice “appartati”. Essere riservati, però, non significa non voler essere letti, significa solo rinunciare al presenzialismo e a non passare il tempo a mandare e-mail per ricevere un parere. Nel centro della regola di Giuseppe Martella è, con ogni probabilità, uno di questi casi.

Su Poetarum silva Gianni Montieri scrive alcune note su Nel centro della regola. Il resto del suo intervento si trova su questa pagina.

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specchi, scritture, metamorfosi


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Qualche venerdì fa sono stato all’I.C.A. Frantzel Celli. Ci sono andato per i Piccoli maestri. A differenza di quanto successo in altre occasioni, questa volta i ragazzi che hanno ascoltato e hanno partecipato all’incontro hanno anche scritto. E pare che Stevenson, allora, abbia mietuto altre vittime.

Se vi interessa sapere cosa hanno scritto Alice, Cassandra, Davide, Edoardo, Elisa, Ervin, Giulia, Monica, Valerio Lorenzo (e molti altri), provate ad andare qui.

passi


Tuttavia nel costante viluppo di queste liriche tanto dense il tema che più ricorre è l’afasia, un’afasia prima ancora spirituale che verbale, più ontologica che logica o razionale. “Non parla, ascolta, e se parla/ è per ritrovarsi nel saluto”; “E tutto riesce a fuggire,/ solleva furie, asfalto, chiede/ un alfabeto del mondo”; “Voci accese,/ in cammino, voci nel silenzio, inabissate…”; altrove la parola viene definita a più riprese “obliqua” e gli oggetti o i sentimenti si ribadiscono “non definibili”, quasi che la cosiddetta realtà sfugga oramai fra le maglie slargate del linguaggio come sabbia fra le dita. Qui Martella percorre con ambizione e rischio la via più ardua e feconda della poesia moderna, il tunnel di tenebra compressa che parte da Holderlin e dalla sua follia, passa per l’inquietante silenzio di Rimbaud, poi per l’impotenza del Lord Chandos di Hofmannsthal e sfocia infine nelle lacerazioni di Trakl e Celan, nel modernissimo avvitarsi del canto su di sé, nel suo strozzarsi al cappio della ragione o non ragione d’essere. Martella quindi, come ogni vero poeta odierno è costretto a fare, si pone la domanda delle domande: ha senso che io scriva ciò che scrivo? E dopo: ha senso che io scriva? E in assoluto: ha senso scrivere?

Su NewsTown, Enrico Macioci legge e commenta Nel centro della regola, pochi giorni prima della presentazione dell’Aquila. L’articolo integrale si trova su questa pagina.

Alcuni testi della raccolta, insieme alla quarta di copertina, sono reperibili sul primo amore, a cura di Serena Gaudino. Il libro, infine, sul sito dell’editore.

“Nel centro della regola” – Presentazione


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Venerdì 13 febbraio, alle ore 18:00, “Nel centro della regola” sarà presentato all’Aquila, presso la Libreria Colacchi. Insieme all’autore, saranno presenti Enrico Macioci e Alessandro Chiappanuvoli.

Un estratto della raccolta, pubblicata da Giuliano Ladolfi editore, è reperibile su questa pagina.